La Toscana al principio dell'epoca carolingia si racconta in un thriller storico
I Longobardi di Fiesole, assieme a Vichinghi e ai monaci venuti dall'Irlanda, sono tra i protagonisti di questo thriller storico di Giovanni Bigazzi.
Il romanzo esplora mondi e generi diversi giocando tra passato e presente con l'occhio attento alla tecnologia proprio dell'autore, che ci presenta un'opera fuori dagli schemi sempre in bilico tra il romanzo storico e il thriller.
Riuscirà padre Bernardo, gesuita del nuovo millennio, esperto di cybersecurity ed investigazioni digitali, a recuperare un prezioso manoscritto opera di uno dei massimi storici della letteratura latina?
Il romanzo ruota attorno agli eventi dell'anno 825, narrati nella Vitae Donati episcopi Fesulani, un’agiografia custodita nella Biblioteca Laurenziana di Firenze che racconta per la prima volta del saccheggio della città di Fiesole ad opera dei Vichinghi. Mostrando come la campagna di scorrerie degli uomini del Nord in quella che al tempo fu la Marca di Toscana non si limitò soltanto alle sue coste ma proseguì risalendo con le loro agili navi il corso del fiume Arno fondando sulle sue rive un porto fluviale e una colonia.
Questo evento offre all'autore il pretesto, osservando le anse del fiume a lui caro per nascita e temperamento, di dipingere un quadro della Toscana al principio dell'epoca carolingia.
Nato a Figline Valdarno, Giovanni Bigazzi si laurea in architettura alla fine degli anni Ottanta. Dopo aver collaborato con diversi studi di architettura, mosso per la passione per le nuove tecnologie informatiche, all'inizio degli anni Duemila dà vita ad una web agency. In seguito si specializza in cybersecurity, lavorando sia per enti pubblici che privati. Oltre che a fornire consulenza, si occupa anche di formazione sui medesimi argomenti, diritti digitali, privacy, protezione dei dati personali, sempre con uno sguardo attento alle tecnologie emergenti: blockchain, arte digitale e intelligenza artificiale.
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