Gli Hundingas cioé i Longobardi

Anche nell'antichità classica abbiamo esempi di guerrieri che combattevano in stato di trance, ne è un esempio Achille nell''Iliade del quale Omero canta le gesta e ne descrive l'ira funesta, ma furono gli scrittori e gli storici romani a parlare nei loro racconti di quello che chiamavano il "furor celtico", uno stato di trasfigurazione semi-mistica che caratterizzava i guerrieri di etnia celto-germanica allorquando nell''agone della battaglia non sentivano più il dolore e la fatica diventando imbattibili e invulnerabili guidati in modo meccanico da un istinto primordiale. Sembra che l'uso di sostanze psicotrope e di alcool aiutasse questi guerrieri a raggiungere questo stato di trasfigurazione, proprio la distillazione di alcool potrebbe essere stata alla base di alcune culture indoeuropee dell''età del bronzo, come per esempio quella dei Bell Beakers ovvero la cultura del vaso campaniforme, vaso che veniva seppellito insieme al defunto a testimoniare l''importanza dell''accessorio per quella cultura.

Ad ogni modo numerose testimonianze storiche raccontano delle caste dei guerrieri-bestia in area scandinava che prendevano il nome dal proprio animale totemico di riferimento: dai più famosi uomini-orso Berserk della cultura vichinga o normanna agli uomini-lupo Ulfendnar o Varulfr, gli Svinfylking guerrieri che combattevano nella cosiddetta formazione "a testa di cinghiale", gli Hundingas, figli di cane o clan del cane, guerrieri cinocefali di cui fa menzione Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum quando parla dei Winnili, l'antico etnonimo dei Longobardi. Dei Berserker e degli Ulfendnar si parla nella Saga di Egill il Monco, nella Saga di Hrolf Kraki e nella Saga di Yngling, nella Saga di Grettir, nel poema Edda. Degli Hundingas si parla nel poema Widsith. 

Con la cristianizzazione del Nord Europa a partire dall'anno mille questi guerrieri vennero banditi, questo corrisponde all''eclissi storica delle caste di guerrieri che si ebbe in tutta Europa con l''avvento del feudalesimo, anche perché i guerrieri avevano acquisito dei privilegi giuridici a cui la nobiltà non voleva più accondiscendere come avvenne in Italia per le Arimannie di cui abbiamo parlato in questo blog. Così si aprì anche per i guerrieri la damnatio memoriae dell''era cristiana con le storie dei mannari e dei licantropi che tanta fortuna hanno avuto nella letteratura e nella cinematografia moderna. Il vescovo svedese Olao Magno (1490-1557) parla dei gravi danni provocati al bestiame dai lupi mannari della Prussia, della Livonia e della Lituania, il tutto ormai è visto in connessione al male e al peccato che agisce sugli uomini riducendoli ad uno stato bestiale.

Gli Hundings, in inglese antico “Hundingas”, ovvero il clan del cane, furono una leggendaria tribù o clan della storia delle origini dei popoli germanici, spesso citati in contrapposizione agli “Wulfings”, il clan del lupo, altro animale totemico della tradizione odinica. Nell’Edda Hunding fu un re dei Sassoni ucciso da Helgi Hundingsbane. Le Gesta Danorum fanno menzione del re Helgo che uccise Hundingus re dei Sassoni in un duello. Il punto storico della questione fu probabilmente un reale conflitto tra i Geati (clan del lupo) ed i Longobardi (clan del cane) nel periodo pre-storico che precedette quello delle migrazioni, forse in una delle tante guerre per il controllo delle miniere di sale.

Lo stesso nome Hunding non è altro che un patronimico che significa letteralmente “figlio d’un cane”. Se è vero che gli Hundings come clan identificano i discendenti di Hunding, è vero anche che essere chiamato cane nella cultura germanica precedente la cristianizzazione non era affatto un insulto, piuttosto simboleggiava la propria capacità guerriera. Con la cristianizzazione e la damnatio memorie che ne conseguì, al cane fu riservata la stessa connotazione negativa collegata al paganesimo germanico che toccò ad altri animali totemici: il lupo, il corvo, la gazza, il gufo, la capra, il serpente. Così fu che Ulfhednar furono chiamati anche gli ultimi pagani cioè i Vichinghi.

Il nome di Lamicho, re dei Longobardi, significherebbe “piccolo latrato” (Harris 2004). Nella sua Historia Langobardorum, Paolo Diacono racconta che i Longobardi usavano terrorizzare i propri confinanti diffondendo la fama dei propri temibili guerrieri cinocefali. Secondo Paolo Diacono Lamicho fu l'unico sopravvissuto dei sette gemelli partoriti da una prostituta e da ella messi a morire in un abbeveratoio, senonché il re Agelmund che passava di lì col suo cavallo, mosso da misericordia decise di allevarlo. Il nome di uesta prostituta fu anche l’origine etimologica della parola inglese bitch (Much, Höfler e altri) dall’antico inglese bicce (cagna). Anche il nome etnico originario dei Longobardi Winnili poteva significare “cani selvaggi” (Much).

Gli Hundingas nella letteratura inglese antica sono menzionati in Beowulf e in Widsith. In Widsith se ne parla per ben due volte: la prima in un elnco di clan germanici e la seconda tra le tribù ed i popoli forestieri nella frase “mid hæðnum ond mid hæleþum ond mid hundingum” ovvero “con i pagani, con gli eroi, ed il clan del cane” in riferimento ad un antico clan di pagani. Nel manoscritto “The Marvels of the East” i cinocefali vengono in effetti tradotti proprio come“healf hundingas”.

Da tempo la comunità scientifica ha identificato il cosiddetto "gene del guerriero" (Sabol et al, 1998), si tratta della variante genetica MAOA [2-3-4-5]  (Monoamine Oxidase A). Si tratterebbe di un gene che interagisce col processo decisionale dell'individuo nella valutazione dei rischi, portando a valutazioni impulsive ed a comportamenti aggressivi e verrebbe innescato sotto stress. Questo gene si trova nel cromosoma X quindi è ereditato dalla madre, ma è efficace nei maschi che hanno un solo cromosoma X, nelle donne la presenza di due cromosomi X rende improbabile la presenza di due varianti quindi l'uno escluderebbe l'altro. Il gene del guerriero è legato all''SNP rs909525 situato nel cromosoma X se è T/A (A;A) a seconda delle notazioni, è negativo (MAOE 4 o 5, normale), mentre i valori positivi sono C/G (G;G) MAOA 2 o 3, gene del guerriero. La mutazione genetica si può evincere dal DNA autosomico ottenuto da FTDNA, prodotto Family Finder (FF) e da 23andme, esportando il RAW file in Excel e ricercando la riga contenente il codice rs909525 e rintracciando il valore della mutazione nella colonna accanto.

Possedere la variante genetica non necessariamente porta a comportamenti aggressivi o anti-sociali, una persona può condurre una vita pacifica tutta la vita senza che il gene interferisca nei suoi comportamenti, il gene invece ha un ruolo importante in situazioni di profondo stress emotivo in caso di minaccia della propria vita o di quella dei propri congiunti, oppure in combattimento dove l'empatia con i propri compagni d'arme può innescarlo. Dal punto di vista scientifico fu solo con la guerra nel Vietnam che gli americani cominciarono ad utilizzare la scienza psicologica nello studio del comportamento dei soldati ed a monitorarne i comportamenti in battaglia. In particolare, nel testo Achilles in Vietnam: Combat Trauma and the Undoing of Character di Jonathan Shay vengono studiati i disordini da stress post-traumatico presenti nei reduci dal Vietnam e vengono paragonati con l'Iliade di Omero. In pratica la mutazione genetica in situazioni di forte stress provoca una sorta di corto-circuito nelle sinapsi dei processi decisionali, avviene una trasfigurazione dell''individuo ad un livello prerazionale ed il comportamento diventa istintivo, bestiale, quasi meccanicamente guidato da un’entità superiore. I Vichinghi usavano il grido di battaglia di "By Gots”, cioè, "con gli dèi" per sottolineare come in battaglia il comportamento del guerriero trascenda la natura umana e venga direttamente guidato dagli dèi. Per questo i Francesi chiamarono i primi Normanni col nomignolo dispregiativo di Bigoz, Bigothi, Bigos. Dopo la causa scatenante l'individuo torna ad essere quello che era prima ed è possibile anzi probabile che la sua mente fatichi a giustificare i suoi comportamenti in battaglia provocando disordini psicologici e traumi che possono durare anche tutta la vita.


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